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giovedì 21 gennaio 2010

Marley & Me




Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?


Prendi una storia qualunque, di un uomo qualunque che decide di prendere un cane. in realtà non sa che gli spetta, non hanno la minima idea Jenny e John di cosa dovranno affrontare. E non mi riferisco solo ai disastri che un cucciolo può creare in casa, al difficile percorso che spetta al padrone nell'educare un cane; ma parlo soprattutto dell'amore e della devozione che questa creatura avrà per tutta la vita nei confronti della sua famiglia.

John Grogan (Owen Wilson) e sua moglie Jenny (Jennifer Aniston), appena sposati, decidono di trasferirsi in Florida. Sono giovani, entrambi giornalisti di due testate diverse e con una vita piena davanti a loro: tra i loro progetti c'è quello di prendere casa e mettere su famiglia. John spaventato dall'idea di avere figli troppo presto, sotto suggerimento del suo amico e collega Sebastian (Eric Dane) ,compra per il compleanno di Jenny un cucciolo di labrador. Inizia così l'avventura con Marley, è lui il vero protagonista (lo si nota anche nello stesso titolo del film) che primeggia tra gli attori con buffe mosse da cucciolo, disastrosi giochi e fughe per prati dei vicini o per la spiaggia, a volte portandosi dietro anche il tavolino di un locale. Ma tutto il terremoto che porta Marley ai Grogan è pieno di allegria e vivacità e presto non ne potranno più fare a meno, nonostante le dure prove a cui saranno sottoposti. Marley li accompagnerà attraverso le crisi, i litigi, tre figli e il lavoro che non è mai come lo si aspetta; sempre con quel suo fare giocherellone e da "cane peggiore del mondo". Marley con la sua semplicità di cane insegnerà a John e Jenny che la vita non è mai come la programmi, lui cane indisciplinato che non ubbidisce quasi mai, ma proprio per questo la vita riserverà delle sorprese e sarà ancora più bella.

Tratto dal Best Seller del giornalista John Grogan, e portato sullo schermo da David Frankel, racconta l'amicizia tra un uomo e un cane, dove chi possiede o ha avuto un cane non potrà fare a meno di rivedersi. Il film è una storia molto semplice e forse proprio questo è il suo punto di forza, la storia di una vita. Di quanto un animale può entrarti nel cuore ed essere parte integrante della tua famiglia, non ha importanza se ha una coda e cammina a quattro zampe. Non ha nemmeno importanza se morde il divano, distrugge più o meno tutto ciò che gli capita a tiro, o se al guinzaglio non vuole tenere il passo. Ciò che conta qui, ciò di cui si parla sono i sentimenti. Di quanto Marley sia speciale per John e soprattutto di quanto Marley faccia sentire speciale John, perchè nessun cane è "un cane normale", ognuno di noi ha il suo Marley.

Sito ufficiale del film.it

Un'Ottima Annata - A Good Year



Max Skinner (Russel Crowe) è un impegnatissimo uomo d'affari della City che all'apice della sua carriera, nel pieno del successo, riceve una notizia che lo porterà a tornare bambino. L'amato zio Henry è morto e Max è l'unico parente prossimo, così prenderà un aereo e volerà in Provenza. Tornando in quei luoghi d'infazia, affiorano in lui tanti ricordi con il tempo dimenticati. Le lezioni di vita del vecchio zio Henry tornano alla mente guardando qua e là i luoghi da lui vissuti. Incontra nuovamente le figure del passato e ne conosce di nuove, prima fra tutte la figlia illegittima di Henry, venuta in Provenza per cercare le sue radici.
Di certo è un film piacevole da vedere in una serata in cui non si ha nulla da fare. Ottimi i paesaggi con le verdi colline e i vigneti della provenza, molto bella la fotografia e i colori del film. La luce e le atmosfere noir fanno pensare di entrare in un altra epoca, rispetto al grigiore della frenetica City londinese. Ma della storia, ahimè, c'è molto poco da dire, particolarmente scontata e prevedibile. Nessun colpo di scena che qualcuno si può aspettare, nessun evento che ti rapisca particolarmente. I dialoghi sono pacati e lenti e alla fine il film non lascia nessuna sensazione, nessun punto di discussione.
I personaggi sono mossi dall'amore: per una donna, il vino, la famiglia o i soldi. Il cinico broker si lascia "trasformare" dalla bella provenzale per diventare vignaiolo, lasciando i vestiti scuri per indossare camice beige e pantaloni trascurati, e al posto di macchine lussuose prima avviene il passaggio in una smart giallo limone e successivamente l'uso di una più ispirata motocicletta.
Abbastanza malinconica la figura del protagonista, il quale potrebbe essere un alterego del Gladiatore (Max/Massimo) il quale tocca i filari dei vigneti come il condottiero nei Campi Elisi. Questa volta, però, egli torna a casa.

Il mio grasso grosso matrimonio greco - My Big Fat Greek Wedding



Toula Portokalos (Nia Vardalos) ha trent’anni, rispetto a sua sorella Athena è bruttina, goffa, oltretutto anche single e con poche speranze di far colpo su qualcuno. Così decide di “uscire” dalla grecità che per anni l’ha tenuta in gabbia, cambiando look e trovando un lavoro (sempre in famiglia) più stimolante. Quando poi incontra Ian (John Corbett), affascinante, intelligente e benestante, non può credere di aver fatto colpo proprio su un uomo del genere. L’unico problema di Ian è che non è greco e poiché è veramente innamorato di Toula inizierà un percorso di grecizzazione per piacere alla famiglia della ragazza ed essere accettato.
Toula è combattuta, da una parte c’è l’amore per Ian, un uomo che la ama per quello che è, dall’altra c’è la famiglia, fortemente attaccata a tutte le culture e le tradizioni greche. Lo “straniero”, infatti, non avrà vita facile a causa del padre Gus, che per sua figlia vorrebbe un vero greco. Grazie soprattutto alla madre e alla vivace zia, Toula avrà delle alleate dalla sua parte. E con una serie di gag e di scene esilaranti riuscirà a far entrare in famiglia, una numerosa famiglia che non sa stare al suo posto, l’uomo che ama.
Nia Vardalos, oltre ad essere la protagonista, è anche autrice della sceneggiatura, raccontando che ha descritto episodi veri della sua famiglia. Tutto ruota attorno a questo matrimonio, che la bizzarra e assurda famiglia di Toula organizza in vero stile greco: con la cerimonia nel tempio ortodosso, con la festa nel salone Il tempio di Afrodite, con numerosissimi invitati e con cibo, canti e balli puramente greci.
Una commedia romantica e divertente, dove ci inoltriamo nella comunità greca con i suoi pregi e i suoi divertentissimi difetti.

Scrivimi una canzone - Music and Lyrics


“Hai mai sentito la band PoP?”
“Sì, certo. Erano famosissimi, avevano quei capelli assurdi e quei vestiti ancora più assurdi . . . Che figura tu sei uno di loro!”

Alex Fletcher (Hugh Grant) è una meteora degli anni ’80, popstar di un gruppo chiamato PoP che ormai canta solo alle sagre e alle fiere. La situazione, però inizia a diventargli un po’ stretta, ma fortunatamente proprio in quel momento gli si presenta l’occasione d’oro di tornare alla ribalta sui palcoscenici: la cantante del momento, Cora Corman (Haley Bennett), lo invita a scrivere e registrare un duetto con lei. Il problema consiste nel fatto che Alex non scrive canzoni da anni ormai e non ha mai scritto le parole delle sue canzoni. Come farà a realizzare un successo in così poco tempo? Ed è qui che entra in scena la ragazza che si occupa delle piante in casa di Alex, Sophie Fisher (Drew Barrymore), che ha una notevole abilità con le parole. Ma la giovane che è appena uscita da una relazione spiacevole con uno scrittore celebre, suo insegnante di scrittura creativa, è particolarmente restia a collaborare con qualcuno. Per di più Alex ha la fobia per i rapporti impegnativi.
Lentamente, però, cresce l’attrazione tra i due, i quali dovranno affrontare le loro paure per trovare l’amore e il successo meritato. Come musica e testo (dal titolo originale Music & Lyrics) Alex, cantante che vive nel ricordo del passato, e Sophie, privata della sua identità diventando protagonista del libro di successo; i due iniziano ad unificare i loro sforzi, provenienti da due mondi ed esperienze diverse e infine riusciranno a dar vita alla canzone Way Back Into Love, la quale li farà unire come coppia non solo lavorativa.
La commedia di Marc Lawrence si diverte a ridicolizzare i costumi e le mode degli anni ’80, con un’interpretazione unica di Hugh Grant, che ormai bisogna dirlo con quest’attore si và sul sicuro. Il videoclip dei PoP iniziale ne è la prova, ci sono tutti gli atteggiamenti e le impostazioni di quel periodo, che rendono il film divertente e spassoso dando quella nota comica che non guasta mai.
Attorno ai due protagonisti, Alex e Sophie, si muovono i personaggi secondari anche loro con una buona dose di divertimento. Il manager di Alex, la sorella di Sophie, fan sfegatata dei PoP, Cora Corman cantante della nuova generazione che traduce la spiritualità indiana in balletti sexy alla stregua di Britney Spears.
Il fascino di Alex, la melodia, si mescola con l'umorismo di Sophie, le parole. Entrambi sono artisti con diversi modi di rappresentarsi, che ad un tratto si ritrovano a condividere ogni singolo minuto per un periodo di tempo, iniziando così a conoscersi veramente.

Il Diavolo veste Prada - The Devil Wears Prada

Andrea Sachs (Anne Hathaway) è una giovane laureata con il sogno di diventare scrittrice, l’unico suo difetto è la totale mancanza di stile nell’abbigliamento. Per una serie di casualità verrà assunta come assistente di Miranda Priestly (Meryl Streep), guru assoluto della moda e direttrice di Runway. Così la trasandata Andy si ritroverà a fare un vero e proprio patto con il diavolo, che naturalmente veste Prada, poiché, nonostante l’impeccabilità di stile, Miranda saprà rendere la vita della sua nuova assistente un vero inferno.
Essendo questa l’opportunità, per la quale "milioni di ragazze sarebbero disposte ad uccidere", che potrà spalancare le porte ai sogni di Andy, e anche se inizialmente la ragazza avrà un duro scontro con quel mondo altolocato che và contro i suoi principi, passandoci sempre più tempo al suo interno non potrà che rimanerne affascinata. Incantata da scarpe di Jimmy Choos e abiti di Chanel, verrà infine travolta dal life style che impone la rivista di moda, quasi dimenticandosi del mondo all’esterno di questa e forse anche di chi è veramente Andrea Sachs.
Andy cercherà in tutto e per tutto di diventare l’assistente perfetta, modellandosi con look e vestiti appropriati e cercando in tutti i modi di compiacere l’impossibile e algida Miranda. Ma più inizierà a muoversi nello sfavillante mondo della moda, per il quale "milioni di ragazze sarebbero disposte ad uccidere", più si renderà conto che per il successo bisogna fare molti sacrifici. Il favoloso mondo di Miranda in realtà è anche un mondo di solitudine e rinunce verso gli affetti.
Il film di David Frankel è una divertente commedia che ci accompagna da ingenui, come Andy, in un modo sconosciuto e spietato racchiuso all’interno di una rivista. Diversamente dal libro, il film coglie forse la parte più superficiale della protagonista, non mostrando esattamente i suoi pensieri più profondi, ma come non si può adorare una buffa ragazza in un mondo che non le appartiene?
Fantastici sono ovviamente i vestiti e tutti gli accessori, da non dimenticare la città di New York che fa da sfondo ai pellegrinaggi che la protagonista è costretta a fare per accontentare le direttive di Miranda. Ottima è senza dubbio l’interpretazione della Streep nel ruolo della dispotica direttrice del giornale, la quale deve avere tutto sotto controllo e per quanto il personaggio possa essere impossibile e intollerabile, non si può fare a meno che sorriderle.
Il finale, completamente diverso dal libro, nota un tocco di moralità e buonismo, che fa la differenza su quel mondo spietato che conosciamo (o forse no) come moda.