giovedì 21 gennaio 2010

Make It or Break It



Quando Emily Kmetko (Chelsea Hobbs) viene ingaggiata nella rinomata palestra agonistica del Colorado, sconvolge gli equilibri delle tre migliori ginnaste della The Rock (la palestra). Payson Keller (Ayla Kell), Kayle Cruz (Josie Loren) e Lauren Tanner (Cassie Scerbo), amiche da sempre, si ritroveranno a fronteggiare l’entrata di un’altra atleta di eccezionale livello alla pari con loro, dietro la quale vi è però una timida e semplice ragazza che si tiene alla larga dalle competizioni interne; ma con grande competizione agonistica per quanto riguarda l’uso delle parallele, la trave e il corpo libero. L’accoglienza per Emily non sarà delle migliori, soprattutto a causa di Lauren che, intimidita dalla bravura della nuova arrivata e per paura di non finire sul podio, tenterà in tutti i modi di rendere davvero difficile l’arrivo della nuova venuta. In più l’allenatore Marty Walsh (Erik Palladino) imporrà nuove e dure regole da seguire, ma Emily non è una ragazza che si da per vinta e con forza e tenacia riuscirà a guadagnare un posto che porterà a cambiamenti all’interno del gruppo.
La serie è una delle poche che si dedica quasi completamente ad uno sport, e in questo caso al mondo della Ginnastica, tra allenamenti estenuanti, situazioni snervanti e una medaglia d’oro olimpica da vincere, le ragazze dovranno far fronte anche alle classiche problematiche di ogni teenager riguardanti amicizie, amori e rapporto con i genitori. Ognuna delle atlete affronterà ogni situazione in modo diverso, con reazioni diverse e a volte non sempre scegliendo la strada più corretta e giusta.
Allenamenti, sogni, sentimenti e paure s’intrecciano tra amicizia e rivalità agonistica. Prodotta da Paul Stupin, autore a suo tempo di Dawson’s Creek, la serie inizialmente era stata concepita come una midseason estiva di dieci episodi, ma grazie al successo avuto è stata prolungata. La vera protagonista di questa serie è la ginnastica artistica, per lei si fanno sacrifici, sudore, si sputa sangue; per una vera passione si soffre per una sconfitta o un dolore fisico, senza mai mollare, senza mai abbandonare lo spirito competitivo con cui ogni sportivo deve fronteggiarsi. Loro, le altre protagoniste, sono quattro teenager: Emily, la new entry introversa e coscienziosa, con meno esperienza rispetto alle altre, ma tenace e con un’innata dote di ginnasta; Lauren, capricciosa e viziata, abituata ad ottenere sempre tutto a causa anche del padre che la asseconda in tutto; Kayle, la meno ambiziosa, figlia di talenti sportivi e musicali, viene spinta sempre a dare il massimo ma è desiderosa di avere una vita come tutte le ragazze della sua età; Payson, la più forte tra tutte, diligente e seria, vivendo per lo sport e dando tutta se stessa alla ginnastica. Vere professioniste che sanno perseguire i propri obbiettivi, anche quando la strada diventa difficile e la meta appare troppo lontano.
La trama, insieme allo sport, incantano e tengono lo spettatore incollato davanti allo schermo a seguire le vicende di queste piccole donne, così forti da saper affrontare ogni sfida con la giusta carica, amiche ma sempre in competizione tra loro, nella vita come nello sport, così decise e caparbie all’interno della palestra, quanto fragili con i sentimenti e la vita di tutti i giorni.


Fringe

How come ehwn nobody knows and it doesn't make sense, they come to us? / Com'è che quando succede qualcosa di cui nessuno sa niente e che non ha alcun senso, vengono sempre da noi?

L’agente dell’FBI Olivia Dunham (Anna Torv) si trova ad investigare ad un caso davvero strano e particolare, il volo internazionale 627 atterra con tutti i passeggeri ed equipaggio morti. Questo caso sarà il primo di molti casi chiamati “fringe science”, dove scienza e paranormale si fondono. Per riuscire a risolvere questi casi dovrà ricorrere all’aiuto del dottor Walter Bishop (John Noble), un’esperto del settore rinchiuso in un manicomio da oltre 17 anni. Unica possibilità per l’agente Dunham di far uscire il dottor Bishop è avere l’autorizzazione del figlio, Peter (Joshua Jackson), il quale ha rotto ogni contatto con il padre.

Insieme al collega Charlie Francis (Kirk Acevedo) e all’agente Phillip Broyles (Lance Reddick), capo di Olivia, i tre inizieranno a capire che c’è molto di più in questo apparente atto terroristico; ma anzi, questo è solo un tassello di un progetto molto più grande.

I tre protagonisti vivono ogni caso in maniera differente l’uno dall’altro. Hanno punti di vista totalmente diversi, se non quasi opposti .

Il dottor Bishop dopo esser stato rinchiuso per 17 anni, a causa di un incidente nel suo laboratorio di parascienza, è diventato instabile non ricorda molte cose. Come ad esempio il nome di Astrid Farnsworth (Jasika Nicole), agente dell’FBI, che si ritrova a ricoprire quasi il ruolo dell’assistente per Walter. È considerato un Einstein dei giorni nostri, sempre entusiasta di ogni nuovo caso, poiché lo riporta ai vecchi tempi nei quali eseguiva esperimenti di parascienza, fisica quantistica, ingegneria genetica ed esperimenti segreti per il governo americano. Inoltre, condivideva il laboratorio con William Bell, fondatore della Massive Dynamic, una multinazionale tra le maggiori, e tra i vari campi anche in fatto di scienza e progresso.

Di Olivia, invece, scopriamo fin dai primi minuti che ha una relazione segreta con il collega John Scott (Mark Valley), il quale però le riserverà diverse sorprese nel corso degli episodi e non tutte piacevoli. Per questo, inizialmente, sarà ancora più motivata a saperne di più, a scoprire chi in realtà c’è dietro a tutto questo. Ritrovandosi molto spesso a fare i conti con la Massive Dynamic e la sua referente Nina Sharp (Blair Brown).

Infine, Peter è il più scontento di ritrovarsi in questa situazione. Non ha rapporti con il padre da anni, la madre muore quando lui ancora è giovane e inoltre ha sempre vissuto una vita all’insegna dell’illegalità. Come il padre, ha un quoziente intellettivo al di sopra della media, ma è spesso scettico per quanto riguarda il paranormale e soprattutto nei confronti di suo padre.

J.J. Abrams dopo successi come Lost e Alias, si avvicina sempre di più al paranormale e a fatti inspiegabili. Insieme a Roberto Orci e Alex Kurtzman, crea il suo X-Files, lasciando ad ogni puntata il telespettatore con il fiato sospeso e con qualche interrogativo in più, fino al gran finale.

È appena finita la prima stagione negli U.S.A. ed è già stata confermata una seconda stagione, in vista per settembre. Se si riescono a superare i primi episodio, escludendo il pilot, i quali risultano forse un po’ noiosi e rivelano poca attinenza tra loro, si potrà scoprire una serie piena colpi di scena. Preparandosi per vedere fino a dove si può spingere la scienza del paranormale, ma soprattutto ascoltare le massime di Walter Bishop.


Sito ufficiale di Fringe (Fox)

Marley & Me




Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?


Prendi una storia qualunque, di un uomo qualunque che decide di prendere un cane. in realtà non sa che gli spetta, non hanno la minima idea Jenny e John di cosa dovranno affrontare. E non mi riferisco solo ai disastri che un cucciolo può creare in casa, al difficile percorso che spetta al padrone nell'educare un cane; ma parlo soprattutto dell'amore e della devozione che questa creatura avrà per tutta la vita nei confronti della sua famiglia.

John Grogan (Owen Wilson) e sua moglie Jenny (Jennifer Aniston), appena sposati, decidono di trasferirsi in Florida. Sono giovani, entrambi giornalisti di due testate diverse e con una vita piena davanti a loro: tra i loro progetti c'è quello di prendere casa e mettere su famiglia. John spaventato dall'idea di avere figli troppo presto, sotto suggerimento del suo amico e collega Sebastian (Eric Dane) ,compra per il compleanno di Jenny un cucciolo di labrador. Inizia così l'avventura con Marley, è lui il vero protagonista (lo si nota anche nello stesso titolo del film) che primeggia tra gli attori con buffe mosse da cucciolo, disastrosi giochi e fughe per prati dei vicini o per la spiaggia, a volte portandosi dietro anche il tavolino di un locale. Ma tutto il terremoto che porta Marley ai Grogan è pieno di allegria e vivacità e presto non ne potranno più fare a meno, nonostante le dure prove a cui saranno sottoposti. Marley li accompagnerà attraverso le crisi, i litigi, tre figli e il lavoro che non è mai come lo si aspetta; sempre con quel suo fare giocherellone e da "cane peggiore del mondo". Marley con la sua semplicità di cane insegnerà a John e Jenny che la vita non è mai come la programmi, lui cane indisciplinato che non ubbidisce quasi mai, ma proprio per questo la vita riserverà delle sorprese e sarà ancora più bella.

Tratto dal Best Seller del giornalista John Grogan, e portato sullo schermo da David Frankel, racconta l'amicizia tra un uomo e un cane, dove chi possiede o ha avuto un cane non potrà fare a meno di rivedersi. Il film è una storia molto semplice e forse proprio questo è il suo punto di forza, la storia di una vita. Di quanto un animale può entrarti nel cuore ed essere parte integrante della tua famiglia, non ha importanza se ha una coda e cammina a quattro zampe. Non ha nemmeno importanza se morde il divano, distrugge più o meno tutto ciò che gli capita a tiro, o se al guinzaglio non vuole tenere il passo. Ciò che conta qui, ciò di cui si parla sono i sentimenti. Di quanto Marley sia speciale per John e soprattutto di quanto Marley faccia sentire speciale John, perchè nessun cane è "un cane normale", ognuno di noi ha il suo Marley.

Sito ufficiale del film.it

007 Casinò Royale



"Scusate, quest'ultima mano stava per uccidermi.."


Solitamente non voglio mai andare troppo sul personale, ma per questo film dovrò fare una premessa poiché ammetto di essere di parte. Prima di tutto c’è da dire che non sono mai stata appassionata dei film di 007, ma questo mi ha preso. La motivazione per cui il film mi è piaciuto penso sia data, in gran parte, dal fatto che ho fatto la comparsa in alcune delle riprese fatte a Venezia. Ho visto gli attori, i retroscena, i vari ciak e le scene poi tagliate. Ho sudato per questo film, per cui forse sì lo apprezzo ancora di più.

Il film è tratto dal primo romanzo di Ian Flemig, qui il nostro famoso agente con la licenza di uccidere acquisisce il suo doppio zero e diventa per l’appunto 007. James Bond (Daniel Craig) è alle prime armi, la trama si sposta dal Madagascar dove possiamo assistere ad un inseguimento in puro stile parkour, per spostarsi alle Bahamas dove l’agente sedurrà l’avvenente moglie di un criminale per avere le informazioni e sventare un attentato. Bond viene inviato a Montenegro, al Casinò Royale, dove vi sarà una tesissima partita a poker organizzata da La Chiffre (Mads Mikkelsen), organizzatore degli attentati; e dove, soprattutto, sarà accompagnato dalla bellissima e impenetrabile Vesper Lynd (Eva Green). Infine il protagonista si sposterà a Venezia, città dell’amore, dove egli decide di rinunciare al suo lavoro per Vesper Lynd di cui si è innamorato. Ma i colpi di scena non sono finiti e nella bellissima città sull’acqua dovrà fare una scelta.
Nonostante Daniel Craig assomigli fisicamente molto di più all’antagonista naturale di James Bond, il russo tagliente e letale, la sua recitazione è veramente buona, egli indaga negli aspetti di inglese gentil’uomo; ma ancora non è il fascinoso James Bond che si conosce, è ancora rude e inesperto. Questa è la sua prima volta.
Non si può non citare la canzone di Chris Cornell che fa da colonna sonora a questo film, e le silhouette iniziali dei vari personaggi accompagnate da picche, cuori, quadri e fiori in vero stile Casinò Royale.

Ocean's Thirteen


Ultimo appuntamento, a detta degli attori, con la banda più cool del cinema. Ovvero dei tredici, in questo caso, di Danny Ocean (George Clooney). Nell’ultimo episodio li avevamo trovati a fare un colpo in Italia, in quell’occasione anche Tess (Julia Roberts), moglie di Danny, entrava a farne parte. In questo film però non c’è traccia. Si torna alla sfavillante Las Vegas del primo film, con i suoi casinò tintinnanti di soldi e con un nuovo nemico da battere.

Perché se nel primo film la rapina era lo stratagemma per riconquistare la moglie, nel secondo è una sfida, in questa terza pellicola il colpo è per vendetta. Far parte dei tredici di Ocean vuol dire far parte di una grande famiglia, e se qualcuno fa un torto ad un membro del gruppo è come se facesse un torto a tutto il gruppo. Ecco allora che si parte alla carica con un nuovo piano, perché lo stesso colpo non si ripete due volte, un nuovo casinò e un nuovo alleato tra le truppe.

Reuben, eclettico e stravagante, è stato colpito da infarto ed è in uno stato vegetativo a letto, la causa è il tradimento da parte di Willy Bank (Al Pacino) nella costruzione di un nuovo superlussuoso casinò, dal quale si aspetta il premio cinque diamanti. Spetta a Danny, Rusty (Brad Pitt), Linus (Matt Damon) e a tutta la compagnia rimettere in sesto Reuben e far capire a Willy Bank con chi ha a che fare, grazie anche all’aiuto di una vecchia conoscenza come Terry Benedict (Andy Garcia).

Unica donna, che affianca Al Pacino, è Ellen Barkin pronta a farsi sedurre dal giovane Linus, del quale finalmente vedremo il famoso padre. Inoltre incontriamo anche un’altra vecchia conoscenza che ci ha seguito dall’Europa, ovvero Francois Toulour (Vincent Cassel), il quale tenterà ancora una volta di mettere i bastoni tra le ruote.

Il tutto è condito da battute divertenti, ritmi giusti, l’autoironia la fa da padrona e, non bisogna dimenticare, una musica veramente molto azzeccata nel contesto. Il vero gioco è il divertimento del gruppo che coinvolge pienamente il pubblico.


Sito Ufficiale degli Ocean's Thirteen

300


Siamo a Sparta: città di guerrieri, dove fin da piccoli i bambini vengono educati alla lotta e alla battaglia, dove le donne sono combattenti e dove nessuno teme i nemici. L'anno è il 480 a.C. quando un gruppo di messaggeri persiani si presenta da re Leonida chiedendogli di sottomettere la città all'avanzata del grande dio-re Serse.
Inizia qui la famosa battaglia delle Termopili: re Leonida, contro il volere e l'ammonizione dell'oracolo, raduna 300 dei suoi migliori guerrieri e, armati di scudo e lancia, partono pronti a difendere la loro terra dall'avanzata del più grande esercito messo al mondo fino a quel momento. Alle Termopili in una stretta gola la battaglia si fa sanguinolenta e l'abilità spartana mette in crisi un esercito formato da mostri, gigantesche creature e maschere assassine. Il valore dei 300 e il loro sacrificio spingerà poi tutta la Grecia a contrastare l'invasione persiana.
Il film è tratto dall'omonima graphic novel di Frank Miller, che ha collaborato con il regista Zack Snyder nella realizzazione del film. Le scene di lotta, dove uomini mezzi nudi e straordinariamente tonici si muovono quasi come in una danza tribale di guerra, sono il punto centrale del film; e con l'aggiunta delle slow motion e della tecnica del bullet time, lo spettatore si appassiona maggiormente a ciò che sta guardando. Le scene macabre e i combattimenti cruenti trovano riscontro nei toni cupi, il tutto è avvolto in un perenne color seppia che ci ricorda per l'appunto i fumetti, come gli schizzi di sangue che sembrano disegnati a mano.


Profumo, storia di un assassino - Perfume: The Story of a Murderer


Ogni profumo racchiude tre accordi. L'accordo di testa, di cuore e infine di base.


Ci troviamo nella Parigi del XVIII secolo, capitale d’Europa e come si dice nella storia anche capitale degli odori, perché è di questo che la storia tratta: del genio degli odori, dell’uomo che aveva un talento naturale per sentir più odori di tutti gli altri e poi di ricrearli in boccette da profumiere. Sto parlando del misterioso Jean-Baptiste Grenouille (Ben Whishaw), che da bambino trovava poco esauriente il parlato poiché al mondo esistevano un’infinità di odori a cui non riusciva a dare un nome.

Senza una madre (che muore per averlo partorito e subito abbandonato) e un padre a fargli da guida, Grenouille cresce senza riferimenti in un orfanotrofio sovraffollato dove poi sarà venduto ad un conciatore di pelli. Qui sotto il duro e faticoso lavoro per un ragazzino della sua età, ma anche per un uomo adulto, sentirà per la prima volta il profumo più buono del mondo e dopo averlo scoperto farà di tutto per diventare profumiere e poterlo ricreare. Perché l’unica traccia da seguire è quella dettata dal suo naso, dall’olfatto e dagli odori che egli ritrova.

Un grande cast ad affiancare il protagonista, per citare due nomi Dustin Hoffman nei panni per profumiere Baldini e Alan Rickman celebre nella sua interpretazione. Pochi i dialoghi, la trama si svolge seguendo il naso di Grenouille che ci porta a vedere ciò che lui sente.

Buone notizie per chi ha letto il libro di Süskind, poiché guardando il film avrete la sensazione di leggere le pagine scritte dall’autore.